ROMA - Ogni anno in Italia circa 90 mila donne vengono colpite dalla depressione in gravidanza e nel post-partum.
Per aiutare le neo mamme è stata presentata la nuova campagna voluta dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio e del Ministero della Salute. Una campagna triennale, che sarà diffusa con vari mezzi di comunicazione, tra cui diverse reti televisive nazionali e locali.
L'obiettivo è la prevenzione e la cura della depressione perinatale, che colpisce circa il 16% della popolazione femminile.
Il 13% sperimenta già un disturbo dell'umore nelle prime settimane dopo il parto, un dato che sale al 14.5% nei primi tre mesi post-natali (con episodi depressivi maggiori o minori) e arriva al 20% a un anno dalla nascita del figlio. Le forme diagnosticate e curate sono però inferiori al 50%.
Alla campagna di comunicazione si è aggiunta l'approvazione in Senato di una mozione trasversale presentata da 68 parlamentari di tutti gli schieramenti politici che chiede al Governo l'impegno ad agire affinché all'interno degli ospedali ci siano sempre medici specialisti e figure competenti in grado di offrire alla donna cure e assistenza adeguate.
Fonte: Asca
La Dr.ssa Silvia Giordani riceve a Roma nello studio di Via Flaminia, 29 (MAPPA).
Proviene dall'Ospedale San Raffaele di Milano.
martedì 7 dicembre 2010
martedì 19 ottobre 2010
Perché trovare un bravo psichiatra è un’esigenza sempre più diffusa
Roma - Il disagio psichico aumenta, ma gli specialisti in psichiatria diminuiscono ed è sempre più difficile cercare un medico esperto che si prenda cura della salute e del benessere mentale. È questo uno dei temi affrontati durante il congresso dei giovani psichiatri riuniti nella Società italiana di psichiatria (SIP), svoltosi a Riccione.
In Italia, come nel resto del mondo occidentale, da un lato crescono i disturbi mentali – soprattutto quelli collegati ad ansia e depressione, che colpiscono ormai il 10-15% della popolazione generale – dall’altro diminuisce il numero degli specialisti.
Dal 2006 al 2009 il numero d'ingressi nelle 38 scuole di specialità universitarie à rimasto costante, non superando le 180 unità per biennio di studio. Secondo i dati dell’European Study of the Epidemiology of Mental Disorders si calcola che in Italia circa tre milioni e mezzo di persone adulte hanno sofferto di un disturbo mentale nei 12 mesi precedenti la rilevazione.
Più precisamente, quasi due milioni e mezzo hanno presentato un disturbo d'ansia, 1,5 milioni un disturbo affettivo e quasi cinquantamila un disturbo da abuso di sostanze alcoliche. Secondo gli esperti c'è bisogno di riorganizzare i percorsi formativi per colmare il gap tra la sempre più massiccia richiesta d'interventi e la riduzione dei medici specialisti.
Fonte: Adnkronos
In Italia, come nel resto del mondo occidentale, da un lato crescono i disturbi mentali – soprattutto quelli collegati ad ansia e depressione, che colpiscono ormai il 10-15% della popolazione generale – dall’altro diminuisce il numero degli specialisti.
Dal 2006 al 2009 il numero d'ingressi nelle 38 scuole di specialità universitarie à rimasto costante, non superando le 180 unità per biennio di studio. Secondo i dati dell’European Study of the Epidemiology of Mental Disorders si calcola che in Italia circa tre milioni e mezzo di persone adulte hanno sofferto di un disturbo mentale nei 12 mesi precedenti la rilevazione.
Più precisamente, quasi due milioni e mezzo hanno presentato un disturbo d'ansia, 1,5 milioni un disturbo affettivo e quasi cinquantamila un disturbo da abuso di sostanze alcoliche. Secondo gli esperti c'è bisogno di riorganizzare i percorsi formativi per colmare il gap tra la sempre più massiccia richiesta d'interventi e la riduzione dei medici specialisti.
Fonte: Adnkronos
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Statistiche psichiatria psicoterapia
lunedì 6 settembre 2010
Rischio depressione per i giovani che dormono poco
I giovani che dormono troppo poco hanno maggiore probabilità di contrarre malattie mentali. In particolare, chi dorme meno di cinque ore a notte ha un rischio triplo di soffrire di disturbi psicologici nell'anno successivo - ad esempio ansia e depressione - rispetto a chi dorme normalmente. Per ogni ora di sonno regolarmente perduto, il rischio aumenta del 14%.
Lo evidenzia una ricerca australiana condotta tra circa 20 mila persone fra i 17 e i 24 anni da un docente di psichiatria e medicina del sonno all'università di Sydney.
Secondo gli autori dello studio, il sonno insufficiente o disturbato, e soprattutto l'insonnia, possono essere precursori di forti disagi psichici e di patologie della mente.
Il rischio - sottolineano gli specialisti - aumenta con l'uso smodato di internet nelle ore notturne: i social network come Facebook e i complessi giochi on line con più partecipanti trattengono al computer molti giovani fino a notte fonda. Eppure sono ragazzi che poi devono alzarsi presto per andare a scuola o all'università.
Lo evidenzia una ricerca australiana condotta tra circa 20 mila persone fra i 17 e i 24 anni da un docente di psichiatria e medicina del sonno all'università di Sydney.
Secondo gli autori dello studio, il sonno insufficiente o disturbato, e soprattutto l'insonnia, possono essere precursori di forti disagi psichici e di patologie della mente.
Il rischio - sottolineano gli specialisti - aumenta con l'uso smodato di internet nelle ore notturne: i social network come Facebook e i complessi giochi on line con più partecipanti trattengono al computer molti giovani fino a notte fonda. Eppure sono ragazzi che poi devono alzarsi presto per andare a scuola o all'università.
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Depressione
mercoledì 25 agosto 2010
Vacanze, stress da rientro dalle ferie per un italiano su dieci
Con la fine delle vacanze un italiano su dieci soffre di "stress da rientro" e rischia di sentirsi depresso, nervoso, demoralizzato.
Corpo e mente, abituati ai ritmi dell'estate, fanno fatica ad adattarsi, causando spesso disagi psicologici e malessere fisico. E dunque come combattere e superare lo stress da rientro, detto anche "post vacation blues"? Per aiutare chi fatica a riprendere i ritmi abituali della vita quotidiana, lavorativa e scolastica, i medici e gli esperti danno alcuni consigli.
Evitare il più possibile le situazioni ansiogene con colleghi e familiari, cercando di frequentare persone che aiutino a sciogliere le tensioni e non alimentino il malumore e il nervosismo.
Modificare l'alimentazione (soprattutto se in vacanza ci si è nutriti in maniera poco ordinata e poco bilanciata) introducendo nella dieta molta frutta e verdura e bevendo molta acqua.
E' importante un rientro graduale dalle vacanze. Tornare in città uno o due giorni prima di ricominciare le consuete attività lavorative o scolastiche permette all'organismo di riabituarsi pian piano all'ambiente e alle normali occupazioni.
Si consiglia di fare ogni giorno un po' di attività fisica (anche una lunga e tranquilla passeggiata) per mantenersi attivi e non interrompere di colpo i benefici apportati dalle nuotate al mare o dalle passeggiate in montagna.
Non strafare e riprendere i ritmi quotidiani con calma, evitando un'immersione totale e immediata nel lavoro o nello studio.
Un abbigliamento casual, laddove consentito, può aiutare a superare il nervosismo da rientro. L’organismo, infatti, potrebbe subire il passaggio dall'abbigliamento informale delle vacanze alle "uniformi" lavorative o scolastiche.
Fonte: Ansa
Corpo e mente, abituati ai ritmi dell'estate, fanno fatica ad adattarsi, causando spesso disagi psicologici e malessere fisico. E dunque come combattere e superare lo stress da rientro, detto anche "post vacation blues"? Per aiutare chi fatica a riprendere i ritmi abituali della vita quotidiana, lavorativa e scolastica, i medici e gli esperti danno alcuni consigli.
Evitare il più possibile le situazioni ansiogene con colleghi e familiari, cercando di frequentare persone che aiutino a sciogliere le tensioni e non alimentino il malumore e il nervosismo.
Modificare l'alimentazione (soprattutto se in vacanza ci si è nutriti in maniera poco ordinata e poco bilanciata) introducendo nella dieta molta frutta e verdura e bevendo molta acqua.
E' importante un rientro graduale dalle vacanze. Tornare in città uno o due giorni prima di ricominciare le consuete attività lavorative o scolastiche permette all'organismo di riabituarsi pian piano all'ambiente e alle normali occupazioni.
Si consiglia di fare ogni giorno un po' di attività fisica (anche una lunga e tranquilla passeggiata) per mantenersi attivi e non interrompere di colpo i benefici apportati dalle nuotate al mare o dalle passeggiate in montagna.
Non strafare e riprendere i ritmi quotidiani con calma, evitando un'immersione totale e immediata nel lavoro o nello studio.
Un abbigliamento casual, laddove consentito, può aiutare a superare il nervosismo da rientro. L’organismo, infatti, potrebbe subire il passaggio dall'abbigliamento informale delle vacanze alle "uniformi" lavorative o scolastiche.
Fonte: Ansa
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stress
sabato 21 agosto 2010
Dipendenza da internet e dal gioco d'azzardo: stessi sintomi, cure diverse
Sono caratterizzate dagli stessi sintomi, ma tra loro sono differenti e, per essere curate, hanno bisogno di terapie e trattamenti diversi.
La dipendenza da internet e la dipendenza dal gioco d'azzardo sono entrambe collegate a disturbi come ansia, depressione, stress e solitudine, ma i profili psicologici di chi è affetto dalle due "addiction" non coincidono.
A sostenerlo è un studio condotto da un gruppo di specialisti dell'University of Melbourne e della Monash University.
La ricerca è stata realizzata analizzando le dipendenze di un gruppo di studenti universitari che aveva dichiarato un uso eccessivo di internet e un'alta propensione al gioco d'azzardo.
Secondo gli esperti che hanno condotto lo studio, la vulnerabilità dovuta alle due dipendenze è simile, ma le cure per guarire non devono essere le stesse.
La valutazione e la cura di queste patologie - hanno specificato gli studiosi - richiede una profonda comprensione della sintomatologia individuale e, in particolare, dei conflitti interni a ciascun paziente.
Fonte: Asca
La dipendenza da internet e la dipendenza dal gioco d'azzardo sono entrambe collegate a disturbi come ansia, depressione, stress e solitudine, ma i profili psicologici di chi è affetto dalle due "addiction" non coincidono.
A sostenerlo è un studio condotto da un gruppo di specialisti dell'University of Melbourne e della Monash University.
La ricerca è stata realizzata analizzando le dipendenze di un gruppo di studenti universitari che aveva dichiarato un uso eccessivo di internet e un'alta propensione al gioco d'azzardo.
Secondo gli esperti che hanno condotto lo studio, la vulnerabilità dovuta alle due dipendenze è simile, ma le cure per guarire non devono essere le stesse.
La valutazione e la cura di queste patologie - hanno specificato gli studiosi - richiede una profonda comprensione della sintomatologia individuale e, in particolare, dei conflitti interni a ciascun paziente.
Fonte: Asca
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dipendenza internet e gioco d'azzardo
venerdì 30 luglio 2010
Depressione post partum per un papà su dieci
La depressione post partum colpisce non di rado anche i padri. In particolare interessa il 10% degli uomini nei periodi strettamente pre e post natale, ma la percentuale può arrivare al 25% quando il bambino ha tra i 3 e i 6 mesi di vita.
Lo evidenzia uno studio statunitense della Eastern Virginia Medical School. Secondo lo psicologo autore della ricerca, il fenomeno della "baby blues" (che generalmente riguarda tra il 10% e il 30% delle mamme) colpisce i papà nel 10,4% dei casi, circa il doppio del tasso medio di depressione che generalmente riguarda la popolazione maschile, pari al 5%.
Lo studio, che ha preso in considerazione complessivamente 28 mila uomini, ha messo anche in risalto una correlazione tra il rischio di depressione materna e paterna: se uno dei genitori è depresso, l'altro corre un rischio maggiore di incorrere nella "baby blues".
Fonte: Asca
Lo evidenzia uno studio statunitense della Eastern Virginia Medical School. Secondo lo psicologo autore della ricerca, il fenomeno della "baby blues" (che generalmente riguarda tra il 10% e il 30% delle mamme) colpisce i papà nel 10,4% dei casi, circa il doppio del tasso medio di depressione che generalmente riguarda la popolazione maschile, pari al 5%.
Lo studio, che ha preso in considerazione complessivamente 28 mila uomini, ha messo anche in risalto una correlazione tra il rischio di depressione materna e paterna: se uno dei genitori è depresso, l'altro corre un rischio maggiore di incorrere nella "baby blues".
Fonte: Asca
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depressione post partum
martedì 15 giugno 2010
Depressione: donne e giovani sono i più colpiti
Sono soprattutto le donne e i giovani a soffrire di depressione, che in Italia colpisce quasi due milioni di persone. E sono ben sei milioni gli italiani che sono caduti in depressione almeno una volta.
Lo rivela un’indagine promossa dalla Commissione Salute istituita dal ministro per le Pari Opportunità, i cui risultati sono stati resi noti durante un recente convegno a Roma. Secondo lo studio, tre donne su cinque - soprattutto nelle grandi città - conoscono questa condizione di profondo disagio, che resta nella maggior parte dei casi invisibile, se è vero che solo il 15% di chi ne è affetto chiede aiuto ad uno specialista competente.
“Nel mondo della globalizzazione – ha sottolineato il ministro per le Pari Opportunità - il disagio sociale è in continuo aumento ed è dovuto a cause e origini diverse tra cui, l'incertezza sul futuro, l'insicurezza del posto di lavoro e il mobbing che molti subiscono in ufficio”. Dagli studi risulta infatti che di tutte le assenze mensili dal lavoro, ben il 23% è legato alla depressione.
Secondo gli esperti presenti all'incontro di Roma le attuali terapie sono efficaci, ma spesso la vergogna, il pregiudizio e il timore delle cure induce le persone a rinviare il più possibile l'inizio del trattamento, con il risultato di protrarre la sofferenza per se stessi e, indirettamente, per i propri familiari.
“E’ importante – ha continuato il ministro – che ci sia consapevolezza e ci si rivolga ad uno specialista, come si usa fare normalmente per qualunque altra patologia. E' urgente l'impegno di tutti, istituzioni e mass media, per far sì che il muro della paura venga abbattuto”.
Fonte: AdnKronos
Lo rivela un’indagine promossa dalla Commissione Salute istituita dal ministro per le Pari Opportunità, i cui risultati sono stati resi noti durante un recente convegno a Roma. Secondo lo studio, tre donne su cinque - soprattutto nelle grandi città - conoscono questa condizione di profondo disagio, che resta nella maggior parte dei casi invisibile, se è vero che solo il 15% di chi ne è affetto chiede aiuto ad uno specialista competente.
“Nel mondo della globalizzazione – ha sottolineato il ministro per le Pari Opportunità - il disagio sociale è in continuo aumento ed è dovuto a cause e origini diverse tra cui, l'incertezza sul futuro, l'insicurezza del posto di lavoro e il mobbing che molti subiscono in ufficio”. Dagli studi risulta infatti che di tutte le assenze mensili dal lavoro, ben il 23% è legato alla depressione.
Secondo gli esperti presenti all'incontro di Roma le attuali terapie sono efficaci, ma spesso la vergogna, il pregiudizio e il timore delle cure induce le persone a rinviare il più possibile l'inizio del trattamento, con il risultato di protrarre la sofferenza per se stessi e, indirettamente, per i propri familiari.
“E’ importante – ha continuato il ministro – che ci sia consapevolezza e ci si rivolga ad uno specialista, come si usa fare normalmente per qualunque altra patologia. E' urgente l'impegno di tutti, istituzioni e mass media, per far sì che il muro della paura venga abbattuto”.
Fonte: AdnKronos
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